Strumenti compensativi ad personam

L ultimo incontro tra logopedista e maestre mi ha lasciato alquanto perplessa. Ho ascoltato con attenzione ed in silenzio nei limiti del possibile poi, sono stata costretta ad intervenire. L avrebbe dovuto fare mio figlio, e sarebbe stato più esaustivo di me. In sostanza io ho ottime maestre quest' anno, soprattutto dal punto di vista professionale e poi quel pizzico di intuizione e fiducia che rassicurano a 360°. Il fatto è che ci si intestardisce su strumenti dispensativi e compensativi che "non vanno bene per tutti i bambini. Si devono scegliere a seconda della difficoltà". Se mio figlio si rifiuta di fare le mappe perché la lezione la sa alla prima lettura, non ha senso obbligarlo in nome di "così si fa" e, in questo modo, perderci due ore in più, ad esempio.
Il "così si fa" è da quadrati il "forse c è un altro modo" è da dislessici. Vi sono vari esempi di strumenti compensativi e dispensativi. Io posso scegliere? Anzi mio figlio deve scegliere. Inoltre cambiano, così come cambia il mio bambino nelle sue naturali evoluzioni. Idee, suggerimenti non imposizioni. Ci sono strumenti che mettono i bastoni tra le ruote. Perdiamo di vista gli obiettivi.
Nel film "stelle sulla terra" l insegnante traccia le lettere sulla sabbia, gli insegna la matematica salendo le scale.
Io imparai a fare somme e sottrazioni a memoria, giocando con le carte napoletane con mia nonna.
Ho sentito una mamma disperata perché la figlia si rifiuta di portare il pc a scuola perché si sente diversa dagli altri e le altre mamme la incitavano a farsi coraggio, non mollare, convincere la figlia. Il miope sceglie la montatura degli occhiali per sentirsi a proprio agio. Magari decide di indossare le lenti a contatto. Il dislessico può scegliere? Insomma... Decidono i genitori, la logopedista, la neuropsichiatra, i maestri, le associazioni  ... Dunque mi é venuto un dubbio: un non-dislessico sa seguire un dislessico?
Proviamo a lavorare per obiettivi
OBIETTIVO NUMERO UNO: il bambino deve essere felice. É un diritto. Palesemente, se il bambino è depresso, ho sbagliato tutto.
OBIETTIVO NUMERO DUE: il bimbo non si deve stressare. É concepibile la stanchezza a maggio, anche aprile ma se a dicembre è distrutto, io ho sbagliato tutto (lo dico con cognizione di causa). Ho sbagliato le priorità. Meno compiti e più gioco. É un bambino, non uno schiavetto, come direbbe mio figlio.
OBIETTIVO NUMERO TRE: le basi. Mi interessano solo quelle. Non ci crederete ma le tabelline non sono una base. Saper fare i conti, sapere cosa fare x ottenere il risultato, questa e la base. Voglio vedere quanti lavorano senza calcolatrice.
Apro una parentesi allegorica, più o meno. Una mamma mi disse "scherzi? Le tabelline sono importanti. Metti una cena tra amici e devono dividere il conto" e come si fa? Ecco la testa che gira... Credetemi è molto diffusa.
ALTRO OBIETTIVO che per me dovrebbe essere il primo, comunque strettamente correlato alla felicità e benessere psicologico, é "più amici e meno voti".
In bocca al lupo mamme.